Viaggiare sul ghiacciaio: la tecnica della cordata
Molti dei rifugi più belli delle Alpi — Cabane des Vignettes, Monte Rosa Hütte, Konkordia Hütte, Capanna Margherita, Hörnlihütte — sono separati dal fondovalle da ghiacciai che richiedono tecnica glaciale. Camminare su un ghiacciaio senza corda e senza la conoscenza di base del soccorso in crepaccio equivale a camminare sui tetti di Venezia senza corrimano: tecnicamente possibile ma imprudente in modo sistematico.
Perché la cordata
I crepacci — le fessure verticali nel ghiacciaio create dai movimenti del ghiaccio su terreno irregolare — sono il pericolo primario sul ghiacciaio. Molti crepacci sono coperti da ponti di neve che reggono in inverno e si assottigliano in estate. Un crepaccio coperto è visibile solo con esperienza e solo in certe condizioni di luce (laterale, non zenitale); anche con esperienza i crepacci coperti sorprendono. La cordata serve a trattenere chi cade in un crepaccio prima che sprofondi nel buio.
La distanza minima in cordata per il ghiacciaio è di 8 m; quella ottimale su terreno crevassato è 10-15 m. Con meno di 8 m, se il primo componente cade in un crepaccio il secondo rischia di cadere a cascata; con più di 15 m la corda pesa troppo e trascina il caduto. La corda si tiene semi-tesa (non mollemente appesa) con una o due corde di prusik sull'imbrago pronte per l'auto-soccorso.
Le tecniche di base
Le nodi fondamentali per il ghiacciaio sono:
- Otto incrocio (rewoven figure-eight) per l'attacco imbrago
- Nodo prussick (o Klemheist) per la prusik di soccorso
- Nodo a farfalla (butterfly knot) per aggiungere una persona a metà corda
La tecnica di frenata con piccozza (self-arrest) è la prima linea di difesa contro la scivolata su neve o ghiaccio: il manico della piccozza sopra la spalla, la lama contro la neve, il peso del corpo sulla lama, i piedi che ramponi mordono. La tecnica si impara in un campo di neve controllato, non si improvvisa.
Il soccorso in crepaccio: le basi
Se un componente della cordata cade in un crepaccio, il soccorso segue questa sequenza:
- Auto-arresto immediato degli altri componenti della cordata
- Blocco della corda (nodo di bloccaggio o piccozza affondante nella neve)
- Verifica dello stato del caduto (risponde? è cosciente?)
- Allestimento del paranco di soccorso (3:1 o 6:1) se il caduto non può uscire autonomamente
- Uscita del caduto dal crepaccio
La costruzione di un paranco con le prusik e i moschettoni dell'attrezzatura personale richiede pratica. Il corso di base del ghiacciaio (offerto dal CAI, dal DAV, dall'ÖAV e dalle scuole di alpinismo) include questa tecnica con esercizio pratico. Non è insegnabile in modo adeguato da un testo: bisogna farlo fisicamente almeno una decina di volte prima che la procedura sia automatica.
I ponti di neve
I ponti di neve si attraversano rapidamente, in fila, senza sostare nel punto di massima fragilità (il centro del ponte). La prima persona in cordata esplora il ponte con la pressione progressiva del piede; se regge, attraversa di corsa. Gli altri seguono sullo stesso tracciato il più rapidamente possibile. Non ammucchiarsi sul ponte.
In stagione avanzata (agosto, settembre) molti ponti che a maggio erano solidi sono ridotti a gusci fragili. I rifugi di alta quota comunicano le condizioni dei ponti ai gestori delle strutture di fondovalle; è buona norma chiedere informazioni sullo stato del ghiacciaio prima della salita.
Il codice alpino e i ghiacciai
Il codice alpino non scritto include: non salire su un ghiacciaio in cordata con meno di tre persone (perché con due il soccorso in crepaccio è molto difficile), non percorrere ghiacciai sconosciuti senza informazioni aggiornate sulle condizioni, non attraversare seracchi attivi (blocchi di ghiaccio instabili) nelle ore calde della giornata. Le guide alpine sono l'opzione più sicura per i ghiacciai sconosciuti.
Equipaggiamento minimo per il ghiacciaio
Il minimo per una cordata su ghiacciaio non tecnico è:
- Imbrago (per ogni componente)
- Corda da 30-50 m (8.5-10.5 mm)
- Piccozza (per ogni componente)
- Ramponi (per ogni componente)
- 4-6 moschettoni a ghiera
- 2-3 prusik (fettucce Dyneema 6 mm, 120 cm)
- ARTVA, pala, sonda (per ogni componente, in caso di valanga)
Per i rifugi della Haute Route o del Tour du Monte Rosa, questo equipaggiamento è la norma. Le guide alpine e le scuole di alpinismo organizzano noleggio e corsi specifici. Usare la mappa per i rifugi su ghiacciaio con informazioni di accesso.
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